Liturgia del Beato Giuseppe Puglisi, sacerdote e martire

 


21 OTTOBRE
Beato Giuseppe Puglisi, sacerdote e martire
 

( 15 Settembre  1937  Palermo 15 Settembre 1993 )

 Memoria obbligatoria
  

 LETTURE:   1 Gv. 4,19.5,51 ; Salmo 116  ( volg. 115 );Gv 12, 24-26 ;  Gv 15, 9-17

 

   
 

Nacque a Palermo il 15 Settembre 1937. Divenuto Sacerdote nel 1960, fu animatore spirituale di numerose aggregazioni laicali, insegnante di religione cattolica e Direttore
Spirituale del Seminario Maggiore. Parroco a Godrano (PA ) e poi a San Gaetano in Palermo, subì intimidazioni, minacce e aggressioni dalla cosca mafiosa locale.
Vero formatore di coscienze nella verità e promotore di solidarietà sociale e di servizio ecclesiale nella carità, offrì sé stesso per recuperare alla Croce tante persone assoggettate
all’infamia dell’ateismo mafioso.
Totalmente abbandonato a Dio e fedele alla sua missione di presbitero,
fu ucciso in odio alla fede il 15 Settembre 1993.
E’ stato beatificato da Papa Francesco il  25 Maggio 2013.


MESSALE

 

    ( Dal Comune di un martire: per un martire fuori dal tempo pasquale
      oppure: dal Comune dei pastori: per un sacerdote )

ANTIFONA D’INGRESSO                                                   Cfr. Gv.10,11.4

Il buon pastore offre la vita per le pecore,
e le guida nei sentieri della giustizia
e della pace       

COLLETTA

  O Dio, che con la grazia del tuo Spirito
  hai donato al beato Giuseppe, sacerdote,
  la forza di dedicarsi al tuo servizio
  fino a dare la vita per i fratelli a lui affidati,
  concedi a noi, per sua intercessione,
  di imitare la sua impavida costanza
  nel testimoniare il Vangelo,
  per conseguire la stessa corona di gloria.
  Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio,
  che è Dio e vive e regna con te,
  nell’unità dello Spirito Santo,
  per tutti i secoli dei secoli.

  SULLE OFFERTE

 
Scenda come rugiada la tua benedizione, Signore,
  sull’offerta che ti presentiamo
  e ci confermi nella fede,
  che il beato martire Giuseppe
  testimoniò a prezzo della vita.
  Per Cristo nostro Signore.

  PREFAZIO
 
   V/ Il Signore sia con voi.
   R/ E con il tuo spirito.
   V/ In alto i nostri cuori.
   R/ Sono rivolti al Signore.
   V/ Rendiamo grazie al Signore nostro Dio.
   R/ E' cosa buona e giusta.


A
E' veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza, *
    rendere grazie sempre  quì e in ogni luogo*
    a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno*
    e cantare la tua grandezza che nel martire Giuseppe
    rifulge mirabile. **
B  Per esprimere nelle opere la verità del nome cristiano, *
    lieto accolse il sanguinoso tramonto della sua esistenza
    terrena, * sicuro di risorgere libero e vittorioso dopo i
    tormenti e di rinascere in te alla vita del cielo. **
    Tanto lo affascinò il Signore crocifisso, unico suo amore, *
   
che nessuna forza al mondo poté distogliere questo fedele discepolo*
    dal ricercare il Maestro divino come modello e premio del suo martirio. * *
A Ci uniamo a questo tuo servo beato, che oggi onoriamo, e a tutte le
    schiere dei santi e degli angeli, *per cantare, esultando, la tua gloria: **

    Santo, Santo, Santo è il Signore Dio dell'universo.
    I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
    Osanna nell'alto dei cieli.
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
    Osanna nell'alto dei cieli.

    ANTIFONA ALLA COMUNIONE              Gv 12, 24

    Il chicco di grano, caduto in terra,
    produce molto frutto.

    DOPO LA COMUNIONE

   
La partecipazione ai tuoi santi misteri,
    ci comunichi, o Padre, lo Spirito di fortezza
    che rese il beato Giuseppe fedele nel servizio
    e vittorioso nel martirio.
    Per Cristo nostro Signore.

                                                   LEZIONARIO

 Prima lettura                                        1 Gv. 4,19.5,5

   Questa è la vittoria che vince i mondo: la nostra fede.

   Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo   

   Fratelli, noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. Se uno dicesse:
   «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio
   fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che
   abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello. Chiunque crede che Gesù è il
  Cristo, è nato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato
  generato. Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo
  i comandamenti, perché in questo consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi   
  comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
  Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo:
  la nostra fede. E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?

  Parola di Dio.

  Salmo Responsoriale                                    Salmo 116  ( volg. 115 ) 

  R/. Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi fedeli.

  Ho creduto anche quando dicevo:
  «Sono troppo infelice».
   Ho detto con sgomento:
  «Ogni uomo è inganno». R/. 

  Che cosa renderò al Signore
  per quanto mi ha dato?
  Alzerò il calice della salvezza
  e invocherò il nome del Signore. R/.

  Adempirò i miei voti al Signore,
  davanti a tutto il suo popolo.
  Preziosa agli occhi del Signore
  è la morte dei suoi fedeli. R/.

  Sì, io sono il tuo servo, Signore,
  hai spezzato le mie catene.
  A te offrirò sacrifici di lode
  e invocherò il nome del Signore. R/.  

  Adempirò i miei voti al Signore
  davanti a tutto il suo popolo,
  negli atri della casa del Signore,
  in mezzo a te, Gerusalemme.
R/.

  Canto al Vangelo         Gv 12, 25

   R. Alleluia, alleluia.  

  Se il chicco di grano
  caduto in terra non muore,
  rimane solo:
  se invece muore
  produce molto frutto.

  R. Alleluia.


  Vangelo                                                Gv 12, 24-26  

   Chi ama la propria vita la perde

  Dal Vangelo secondo Giovanni

   In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
   “In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto
    in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
   Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà
   per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche
   il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà.

   Parola del Signore.

   oppure:

   R. Alleluia,alleluia.
  
  Nessuno ha un amore più grande di questo,
  dice il Signore, dare la vita per propri amici.
 
  R. Alleluia.

  Vangelo 
  Non vi chiamo più servi, ma amici.

  Dal Vangelo secondo Giovanni      Gv 15, 9-17

  In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me,
  così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 
  Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore,
  come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 
  Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. 
  Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.  
  Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. 
  Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi,
  perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici,
  perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. 
  Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e
  portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre
  nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri».

  Parola del Signore.