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Liturgia delle Ore - Ufficio delle Letture |
SANTA NINFA ( mf )
vergine e
martire (
V secolo )
Secondo
una leggendaria " Passio ", Ninfa sarebbe stata figlia di
Aureliano,
Prefetto di Palermo al tempo della persecuzione vandalica.
Convertita al cristianesimo, il padre prima cercò di far recedere la
figlia
dalla nuova religione; risultato inutile ogni tentativo la fece
arrestare
con altri cristiani, sottoponendoli prima alla tortura
e poi facendoli rinchiudere in carcere.
Liberati da un angelo che li condusse in riva al mare,
dove una barca li attendeva, approdarono all'Isola del Giglio.
Ivi, dopo qualche tempo trascorso in preghiera e solitudine,
si addormentarono nel Signore.
UFFICIO DELLE LETTURE
INVITATORIO
V. Signore, apri le mie
labbra
R. e la mia bocca proclami la tua
lode.
Antifona
Venite, adoriamo il re dei
martiri,
Cristo Signore.
SALMO
94
Invito a lodare
Dio
( Il Salmo 94 può essere sostituito dal
salmo 99 o 66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno,
finché dura « quest'oggi » (Eb 3,13).
Si enunzia e si ripete l'antifona.
Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo
alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli
grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).
Poiché
grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua
mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo
è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).
Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al
Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo
pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).
Ascoltate
oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a
Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri
padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).
Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e
dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie
vie;
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno
nel luogo del mio riposo » (Ant.).
Gloria al
Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel
principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).
Inno
Gerusalemme
nuova,
immagine di pace,
costruita per sempre
nell'amore del
Padre.
Tu discendi dal cielo
come vergine sposa,
per
congiungerti a Cristo
nelle nozze eterne.
Dentro le tue
mura,
risplendenti di luce,
si radunano in festa
gli amici del
Signore:
pietre vive e preziose,
scolpite dallo Spirito
con
la croce e il martirio
per la città dei santi.
Sia onore al
Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei
secoli sia gloria. Amen.
1^ Antifona
Sarete odiati a causa del
mio nome:
ma chi sarà fedele fino alla fine sarà salvo.
SALMO
2 Il
Messia, Re vittorioso
I capi di
questa città si radunarono insieme, contro il tuo santo servo Gesù, che
tu hai consacrato Messia (At 4, 27).
Perché le genti congiurano *
perché invano cospirano i popoli?
Insorgono i re della terra †
e i principi congiurano insieme *
contro il Signore e contro il suo Messia:
«Spezziamo le loro catene, *
gettiamo via i loro legami».
Se ne ride chi abita i cieli, *
li schernisce dall'alto il Signore.
Egli parla loro con ira, *
li spaventa nel suo sdegno:
«Io l'ho costituito mio sovrano *
sul Sion mio santo monte».
Annunzierò il decreto del Signore. †
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, *
io oggi ti ho generato.
Chiedi a me, ti darò in possesso le genti *
e in dominio i confini della terra.
Le spezzerai con scettro di ferro, *
come vasi di argilla le frantumerai».
E ora, sovrani, siate saggi *
istruitevi, giudici della terra;
servite Dio con timore *
e con tremore esultate;
che non si sdegni *
e voi perdiate la via.
Improvvisa divampa la sua ira. *
Beato chi in lui si rifugia.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^
Antifona
Sarete odiati a causa del mio nome:
ma chi sarà fedele fino alla fine sarà salvo.
2^
Antifona
Non sono paragonabili le sofferenze presenti
alla gloria futura che apparirà in noi
SALMO 10 Nel
Signore è la fiducia del giusto
Beati
coloro che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati (Mt
5,6).
Nel Signore mi sono rifugiato, come potete dirmi: *
«Fuggi come un passero verso il monte»?
Ecco, gli empi tendono l'arco, †
aggiustano la freccia sulla corda *
per colpire nel buio i retti di cuore.
Quando sono scosse le fondamenta, *
il giusto che cosa può fare?
Ma il Signore nel tempio santo, *
il Signore ha il trono nei cieli.
I suoi occhi sono aperti sul mondo, *
le sue pupille scrutano ogni uomo.
Il Signore scruta giusti ed empi, *
egli odia chi ama la violenza.
Farà piovere sugli empi
brace, fuoco e zolfo, *
vento bruciante toccherà loro in sorte.
Giusto è il Signore, ama le cose giuste; *
gli uomini retti vedranno il suo volto.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^
Antifona
Non sono paragonabili le sofferenze presenti
alla gloria futura che apparirà in noi
3^ Antifona
Come
oro nel fuoco il Signore li ha provati;
li ha graditi come un olocausto.
SALMO
16, 1-9 (I)
Dio, speranza dell'innocente
perseguitato
Nei giorni della
sua vita terrena Cristo offrì preghiere e suppliche a colui che poteva
liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà (Eb 5, 7).
Accogli, Signore, la causa del giusto, *
sii attento al mio grido.
Porgi l'orecchio alla mia preghiera: *
sulle mie labbra non c'è inganno.
Venga da te la mia sentenza, *
i tuoi occhi vedano la giustizia.
Saggia il mio cuore, scrutalo di notte, *
provami al fuoco, non troverai malizia.
La mia bocca non si è resa colpevole, *
secondo l'agire degli uomini;
seguendo la parola delle tue labbra, *
ho evitato i sentieri del violento.
Sulle tue vie tieni saldi i miei passi *
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t'invoco, mio Dio: *
dammi risposta;
porgi l'orecchio, *
ascolta la mia voce,
mostrami i prodigi del tuo amore: *
tu che salvi dai nemici
chi si affida alla tua destra.
Custodiscimi come pupilla degli occhi, *
proteggimi all'ombra delle tue ali,
di fronte agli empi che mi opprimono, *
ai nemici che mi accerchiano.
Essi hanno chiuso il loro cuore,
*
le loro bocche parlano con arroganza.
Eccoli, avanzano, mi circondano, *
puntano gli occhi per abbattermi;
simili a un leone che brama la preda, *
a un leoncello che si apposta in agguato.
Sorgi, Signore, affrontalo, abbattilo; *
con la tua spada scampami dagli empi,
con la tua mano, Signore, dal regno dei morti *
che non hanno più parte in questa vita.
Sazia pure dei tuoi beni il loro ventre, †
se ne sazino anche i figli *
e ne avanzi per i loro bambini.
Ma io per la giustizia contemplerò il tuo volto, *
al risveglio mi sazierò della tua presenza.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
3^
Antifona
Come oro nel fuoco il Signore li ha provati;
li ha graditi come un olocausto.
Versetto
V.
Mi afferra l'angoscia e l'oppressione,
R.
ma la tua parola mi sostiene.
Prima Lettura
Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo
4, 7- 5, 8
Nei martiri si
manifesta la potenza di Dio
Fratelli, noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta,
perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi.
Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo
sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma
non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù,
perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre
infatti, noi che siamo vivi, veniamo esposti alla morte a causa di Gesù,
perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne mortale.
Di modo che in noi opera la morte, ma in voi la vita.
Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: Ho
creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo e perciò parliamo,
convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche
noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è
per voi, perché la grazia, ancora più abbondante ad opera di un maggior
numero, moltiplichi l'inno di lode alla gloria di Dio. Per questo non ci
scoraggiamo, ma se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello
interiore si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero
peso della nostra tribolazione, ci procura una quantità smisurata ed
eterna di gloria, perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili,
ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono d'un momento, quelle
invisibili sono eterne. Sappiamo infatti che quando verrà disfatto
questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un'abitazione da
Dio, una dimora eterna, non costruita da mani
di uomo, nei cieli. Perciò sospiriamo in questo nostro
stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste: a condizione però
di esser trovati gia vestiti, non nudi. In realtà quanti siamo in questo
corpo, sospiriamo come sotto un peso, non volendo venire spogliati ma
sopravvestiti, perché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. E'
Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito.
Così, dunque, siamo sempre pieni di fiducia e sapendo che finché
abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore, camminiamo nella
fede e non ancora in visione. Siamo pieni di fiducia e preferiamo andare
in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore.
Responsorio
Mt 5, 11. 12a. 10
R. Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno per causa
mia. *
Rallegratevi ed esultate: grande è la vostra ricompensa nei cieli.
V.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il
regno dei cieli.
R. Rallegratevi ed
esultate: grande è la vostra ricompensa nei cieli
Seconda Lettura
Dal libro «Sulla verginità» di
sant'Ambrogio, vescovo
(Cap. 12, 68. 74-75; 13, 77-78; PL
16, 281. 283. 285-286)
Lo splendore
dell'anima illumina la grazia del corpo
Mi rivolgo a te, che vieni dal popolo, dalla gente comune, ma
appartiene alla schiera delle vergini. In te lo splendore dell'anima si
irradia sulla grazia esteriore della persona. Per questo sei un'immagine
fedele della Chiesa.
A te dico: chiusa nella tua stanza non cessare mai di tenere fisso il
pensiero su Cristo, anche di notte. Anzi rimani ad ogni istante in attesa
della sua visita. E' questo che desidera da te, per questo ti ha scelta.
Egli entrerà se troverà aperta la tua porta.
Stà sicura, ha promesso di venire e non mancherà alla sua parola. Quando
verrà, colui che hai cercato, abbraccialo, familiarizza con lui e sarai
illuminata. Trattienilo, prega che non se ne vada presto, scongiuralo che
non si allontani. Il Verbo di Dio infatti corre, non prova stanchezza, non
è preso da negligenza. L'anima tua gli vada incontro sulla sua parola, e
s'intrattenga poi sull'impronta lasciata dal suo divino parlare: egli
passa via presto. E la vergine da parte sua che cosa dice? «L'ho cercato
ma non l'ho trovato; l'ho chiamato ma non mi ha risposto» (Ct 5, 6). Se
così presto se n'è andato via, non credere che egli non sia contento di
te che lo invocasti, lo pregasti, gli apristi la porta: spesso egli
permette che siamo messi alla prova. Vedi che cosa dice nel Vangelo alle
folle che lo pregavano di non andarsene: «Bisogna che io porti l'annunzio
della parola di Dio anche ad altre città, poiché per questo sono stato
mandato» (cfr. Lc 4, 43). Ma anche se ti sembra che se ne sia andato, và
a cercarlo ancora. E' dalla santa Chiesa che devi imparare a trattenere
Cristo. Anzi te l'ha già insegnato se ben comprendi ciò che leggi: «Avevo
appena oltrepassato le guardie, quando trovai l'amato del mio cuore.
L'ho stresso forte e non lo lascerò» ( Ct 3,
4). Quali dunque i mezzi con cui
trattenere Cristo? Non la violenza delle catene, non le strette delle
funi, ma i vincoli della carità, i legami dello spirito. Lo trattiene
l'amore dell'anima. Se vuoi anche tu possedere Cristo, cercalo
incessantemente e non temere la sofferenza. E' più facile spesso trovarlo
tra i supplizi del corpo, tra le mani dei persecutori. Lei dice: «Poco
tempo era trascorso da quando le avevo oltrepassate». Infatti una volta
libera dalle mani dei persecutori e vittoriosa sui poteri del male,
subito, all'istante ti verrà incontro Cristo, né permetterà che si
prolunghi la tua prova.
Colei che così cerca Cristo, che ha trovato Cristo, può dire: «L'ho
stretto forte e non lo lascerò finché non lo abbia condotto nella casa
di mia madre, nella stanza della mia genitrice» (cfr. Ct 3, 4). Che cos'è
la casa, la stanza di tua madre se non il santuario più intimo del tuo
essere?
Custodisci questa casa, purificane l'interno. Divenuta perfettamente
pulita, e non più inquinata da brutture di infedeltà, sorga quale casa
spirituale, cementata con la pietra angolare, si innalzi in un sacerdozio
santo, e lo Spirito Paraclito abiti in essa. Colei che cerca Cristo a
questo modo, colei che così prega Cristo, non è abbandonata da lui, anzi
riceve frequenti visite. Egli infatti è con noi fino alla fine del mondo.
Responsorio
R. Contempliamo la tua bellezza, vergine di
Cristo *
hai ricevuto dal Signore una splendida corona.
V. Non ti sarà tolto l’onore della verginità,
non sarai
più separata dall’amore del Figlio di Dio.
R. hai ricevuto dal Signore una splendida
corona.
Orazione
O
Dio, che per la fede di Cristo, disprezzate
le delizie del mondo hai fatto patire un crudele
martirio alla tua santa Vergine e Martire Ninfa,
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.