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OTTOBRE
BEATO GIUSEPPE PUGLISI
(
mo )
sacerdote e
martire
( Dal Comune di un martire: per un martire fuori
dal tempo pasquale
oppure: dal Comune dei pastori: per un
sacerdote )
UFFICIO DELLE LETTURE
INVITATORIO
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca
proclami la tua lode.
Antifona
Venite, adoriamo il pastore supremo,
Cristo Signore.
SALMO 94
Invito a lodare Dio
( Il Salmo 94 può essere sostituito dal salmo
99 o 66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi »
(Eb 3,13).
Si enunzia e si ripete
l'antifona.
Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).
Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).
Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo
pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).
Ascoltate oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).
Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione
†
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).
Inno
Frumento di Cristo noi siamo
cresciuto nel sole di Dio,
nell'acqua del fonte impastati,
segnati dal crisma divino.
In pane trasformaci, o Padre,
per il sacramento di pace:
un Pane, uno Spirito, un Corpo,
la Chiesa una-santa, o Signore.
O Cristo, pastore glorioso,
a te la potenza e l'onore
col Padre e lo Spirito Santo
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Se uno vuole essere il primo,
sia l'ultimo e il servo di tutti
SALMO 20, 2-8.
14
Ringraziamento per la vittoria del Messia
Signore, il re gioisce della tua potenza, *
quanto esulta per la tua salvezza!
Hai soddisfatto il desiderio del suo cuore, *
non hai respinto il voto delle sue labbra.
Gli vieni incontro con larghe benedizioni; *
gli poni sul capo una corona di oro fino.
Vita ti ha chiesto, a lui l'hai concessa, *
lunghi giorni in eterno, senza fine.
Grande è la sua gloria per la tua salvezza, *
lo avvolgi di maestà e di onore;
lo fai oggetto di benedizione per sempre, *
lo inondi di gioia dinanzi al tuo volto.
Perché il re confida nel Signore: *
per la fedeltà dell' Altissimo non sarà mai scosso.
Alzati, Signore, in tutta la tua forza; *
canteremo inni alla tua potenza.
1^ Antifona
Se uno vuole essere il primo,
sia l'ultimo e il servo di tutti
2^ Antifona
Quando apparirà il Pastore supremo
sarete coronati di gloria immortale
SALMO 91
I ( 2 - 9 )
È bello dar lode al Signore *
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunziare al mattino il tuo amore, *
la tua fedeltà lungo la notte,
sull' arpa a dieci corde e sulla lira, *
con canti sulla cetra.
Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie,
*
esulto per l'opera delle tue mani.
Come sono grandi le tue opere, Signore, *
quanto profondi i tuoi pensieri!
L'uomo insensato non intende *
e lo stolto non capisce:
se i peccatori germogliano come l'erba
se fioriscono tutti i malfattori,
li attende una rovina eterna: *
ma tu sei l'eccelso per sempre, o Signore.
2^ Antifona
Quando apparirà il Pastore supremo
sarete coronati di gloria immortale
3^
Antifona
Servo buono e fedele,
entra nella gioia del tuo Signore
II ( 10 - 16 )
Ecco, i tuoi nemici, o Signore,
ecco, i tuoi nemici periranno, *
saranno dispersi tutti i malfattori.
Tu mi doni la forza di un bufalo, *
mi cospargi di olio splendente.
I miei occhi disprezzeranno i miei nemici,
e contro gli iniqui che mi assalgono *
i miei orecchi udranno cose infauste.
Il giusto fiorirà come palma, *
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore, *
fioriranno negli atri del nostro Dio.
Nella vecchiaia daranno ancora frutti, *
saranno vegeti e rigogliosi,
per annunziare quanto è retto il Signore: *
mia roccia, in lui non c'è ingiustizia.
3^ Antifona
Servo buono e fedele,
entra nella gioia del tuo Signore
Versetto
V.
Ascolterai dalla mia bocca la parola.
R. e la trasmetterai ai
tuoi fratelli.
Prima Lettura
Dalla prima lettera ai Tessalonicesi di san Paolo,
apostolo 5, 1-28
Lo stile di vita dei figli
della luce
Riguardo poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non
avete bisogno che ve ne scriva; infatti voi ben
sapete che come un ladro di notte, così verrà il
giorno del Signore. E quando si dirà: «Pace e
sicurezza», allora d'improvviso li colpirà la
rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno
scamperà. Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre,
così che quel giorno possa sorprendervi come un
ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e
figli del giorno; noi non siamo della notte, né
delle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri,
ma restiamo svegli e siamo sobri. Quelli che
dormono, infatti, dormono di notte; e quelli che si
ubriacano, sono ubriachi di notte. Noi invece, che
siamo del giorno, dobbiamo essere sobri, rivestiti
con la corazza della fede e della carità e avendo
come elmo la speranza della salvezza. Poiché Dio non
ci ha destinati alla sua collera ma all'acquisto
della salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù
Cristo, il quale è morto per noi, perché, sia che
vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui.
Perciò confortatevi a vicenda edificandovi gli uni
gli altri, come già fate.
Vi preghiamo poi, fratelli, di aver riguardo per
quelli che faticano tra di voi, che vi sono preposti
nel Signore e vi ammoniscono; trattateli con molto
rispetto e carità, a motivo del loro lavoro. Vivete
in pace tra voi. Vi esortiamo, fratelli: correggete
gli indisciplinati, confortate i pusillanimi,
sostenete i deboli, siate pazienti con tutti.
Guardatevi dal rendere male per male ad alcuno; ma
cercate sempre il bene tra voi e con tutti. State
sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa
rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio
in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo
Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni
cosa, tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni
specie di male.
Il Dio della pace vi santifichi fino alla
perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito,
anima e corpo, si conservi irreprensibile per la
venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Colui che vi
chiama è fedele e farà tutto questo! Fratelli,
pregate anche per noi.
Salutate tutti i fratelli con il bacio santo. Vi
scongiuro, per il Signore, che si legga questa
lettera a tutti i fratelli. La grazia del Signore
nostro Gesù Cristo sia con voi.
Responsorio Cfr. 1 Ts
5, 9. 10; Col 1, 13
R. Dio non ci destina alla sua collera, ma
all'acquisto della salvezza per mezzo di Gesù:
* egli è morto per noi, perché viviamo insieme con
lui.
V. Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci
ha trasferiti nel regno del suo diletto Figlio:
R. egli è morto per noi, perché viviamo insieme con
lui.
Seconda Lettura
Dagli scritti del Beato Giuseppe Puglisi,
sacerdote e martire
(Riflessione pubblicata sulla Rivista Presenza
del Vangelo, 1991, n.5 )
Dalla testimonianza al
martirio il passo è breve
Siamo testimoni della speranza. Il testimone
per eccellenza è Gesù ,il testimone fedele e verace
( Cfr. Ap. 1,5 ). Attraverso la sua morte e
risurrezione Gesù testimonia la realtà dell’amore
infinito di Dio che “ ha tanto amato il mondo da
dare il suo unico Figlio “
( Gv. 3,16 ), e dell’amore infinito del Figlio il
quale ha un amore così grande da dare la vita per i
propri amici ( Cfr. v.15,13 ).
Questo amore di Dio infinito, eterno, da sempre
rivolto verso l’uomo, è presente nella storia
dell’umanità intera e di ogni uomo. Il discepolo è
testimone, soprattutto testimone della risurrezione
di Cristo, risorto e presente; Cristo che ormai non
muore più ed è all’interno della Comunità cristiana,
è presente nella storia dell’umanità. La
testimonianza cristiana è una testimonianza che va
incontro a difficoltà, una testimonianza che diventa
martirio. Dalla testimonianza al martirio il passo è
breve, anzi è proprio questo che da valore alla
testimonianza. La testimonianza fa penetrare
nell’intima natura di Gesù Cristo, nel segreto del
suo essere, nella realtà misteriosa della sua
persona. Il testimone sa che il suo annunzio
risponde alle attese più intime e vere dell’umanità
intera e del singolo uomo. L’uomo sperimenta che
vivere è sperare, il presente è mediazione tra il
già e il non ancora, tra il passato ed il futuro e
chiaramente ognuno di noi costruisce il proprio
futuro sulla base del proprio passato. La speranza è
la risultante dell’amicizia nel senso più rigoroso
del termine; solo gli amici sperano, solo dove c’è
l’amicizia c’è speranza. Il testimone della speranza
è colui che testimonia questa amicizia di Dio; colui
che testimonia proprio un’amicizia fedele e a tutta
prova di Dio stesso. Certo testimone della speranza
è uno che esercita, potremmo dire, la vigilanza; la
speranza è vigilante. Gesù parla veramente di
attenzione alla presenza di lui alla sua venuta, ma
Gesù è venuto, è presente; testimonianza della
speranza è proprio una testimonianza vigilante,
attenta alla presenza di Gesù. Il testimone è
testimone di questa attenzione alla presenza del
Signore; attenzione a Cristo che è presente anche
dentro di sé.
Il testimone è testimone di una presenza del Cristo
presente dentro, anzi dovrebbe diventare trasparenza
di questa presenza; testimonia la presenza di Cristo
attraverso questa sua vita vissuta proprio con
questo desiderio costante di vivere in una comunione
sempre più perfetta con lui, sempre più profonda con
lui, in una fame e sete di lui. A chi, nel profondo,
conserva rabbia nei confronti della società che vede
ostile, il testimone deve infondere speranza
mostrando, insieme all’annunzio della presenza del
Signore che ama, fiducia e donando fiducia. A chi è
pieno di paure, di ansie, e quindi non vuole
muoversi perché ha avuto esperienze negative, il
testimone della speranza cerca di infondere
certezza, risolutezza creativa, coraggiosa,
indicando modi concreti e validi di servizio,
facendo comprendere che la vita vale se donata. A
chi è sfiduciato, impaziente, perché ciò che
desidera tarda a realizzarsi, deve infondere senso
di abbandono in lui, in Cristo. A chi è disorientato
il testimone della speranza indica non cos’è la
speranza, ma chi è la speranza: la speranza è Cristo
e lo indica attraverso la propria vita orientata
verso Cristo. Testimone della speranza è colui che,
attraverso la propria vita, cerca di lasciar
trasparire la presenza di Colui che è la sua
speranza: la speranza in assoluto in un amore che
cerca l’unione definitiva con l’amato ed intanto gli
manifesta questo amore nel servizio a lui, visto
presente nella Parola e nel Sacramento, nella
Comunità ed in ogni singolo uomo, specialmente nel
più povero, finchè si compia per tutti il suo Regno
e lui sia tutto in tutti; manifesta, insomma, quel
desiderio ardente di un amore che ha fame della
presenza del Signore.
Responsorio
R/.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni
gli altri
come io
ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di
questo:
dare la vita
per i propri amici.
*
Voi siete miei amici se fate ciò che vi
comando.
V/.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e do
la vita per le pecore.
R/. Voi
siete miei amici se fate ciò che vi comando.
Orazione
O
Dio,
che con la grazia del tuo Spirito
hai donato al beato
Giuseppe, sacerdote,
la forza di dedicarsi al
tuo servizio
fino a dare la vita per i
fratelli a lui affidati:
concedi a noi di imitare
la sua impavida costanza
nel testimoniare il
Vangelo, per
conseguire la stessa corona di gloria.
Per
il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è
Dio,
e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei
secoli.
R. Amen.
Il Signore ci
benedica, ci preservi da ogni male
e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R.
Rendiamo grazie a Dio.
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