Liturgia delle Ore - Ufficio delle Letture 

 

25 SETTEMBRE

BEATO GIUSEPPE  BENEDETTO DUSMET
( mf ) 
vescovo

 

Il beato Card. Giuseppe Benedetto Dusmet  nacque a Palermo il 15 agosto 1818.
Fu monaco nel Monastero benedettino di S. Martino delle Scale, della Congregazione Cassinese,
 il 15 agosto 1840 vi emise i voti solenni e nel 1842 fu ordinato sacerdote.
Nel 1858 fu eletto Abate del Monastero di S. Nicolò " de Arenis " in Catania, che governò saggiamente fino alla soppressione del 1866, imponendosi per esemplarità di vita monastica.
Il 19 febbraio 1867 fu eletto Arcivescovo di Catania dove, per 27 anni, profuse le sue doti eccezionali 
di Pastore in mezzo a molteplici e gravissime calamità pubbliche, suscitando l'ammirazione di tutti per la sua sconfinata carità verso i poveri, gli umili e i sofferenti, per il suo zelo per la formazione del clero 
e per la catechesi dei fedeli. Partecipò attivamente al Concilio Vaticano I.
Per incarico personale del Santo Padre Leone XIII progettò ed attuò la riapertura del Collegio Benedettino di S. Anselmo sull'Aventino, la cui solenne inaugurazione egli stesso presiedette
 il 4 gennaio 1888.
Sempre per mandato del Sommo Pontefice predispose e realizzò la " Confederazione dell'Ordine Benedettino " , presiedendone e moderandone in Roma gli atti costitutivi.
Fu elevato alla dignità cardinalizia nel dicembre 1888 con il titolo di Santa Pudenziana.
Morì santamente in Catania il 4 aprile 1894. Il suo sepolcro è continuo richiamo alla preghiera 
per  il Popolo di Dio.
Fu proclamato Beato dal Papa Giovanni Paolo II il 25 settembre 1988 .


UFFICIO DELLE LETTURE


INVITATORIO

V.
Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.
 
Antifona
Venite, adoriamo il pastore supremo,
Cristo Signore.
 
SALMO 94  Invito a lodare Dio
( Il Salmo 94 può essere sostituito dal salmo 99 o 66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi » (Eb 3,13).

Si enunzia e si ripete l'antifona.

Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).

Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).

Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).

Ascoltate oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,

dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).

Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;
 
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).
 
Inno

Frumento di Cristo noi siamo
cresciuto nel sole di Dio,
nell'acqua del fonte impastati,
segnati dal crisma divino.

In pane trasformaci, o Padre,
per il sacramento di pace:
un Pane, uno Spirito, un Corpo,
la Chiesa una-santa, o Signore.

O Cristo, pastore glorioso,
a te la potenza e l'onore
col Padre e lo Spirito Santo
nei secoli dei secoli. Amen.


1^ Antifona
Se uno vuole essere il primo,
sia l'ultimo e il servo di tutti


SALMO 20, 2-8. 14
Ringraziamento per la vittoria del Messia

Signore, il re gioisce della tua potenza, *
quanto esulta per la tua salvezza!
Hai soddisfatto il desiderio del suo cuore, *
non hai respinto il voto delle sue labbra.

Gli vieni incontro con larghe benedizioni; *
gli poni sul capo una corona di oro fino.
Vita ti ha chiesto, a lui l'hai concessa, *
lunghi giorni in eterno, senza fine.

Grande è la sua gloria per la tua salvezza, *
lo avvolgi di maestà e di onore;
lo fai oggetto di benedizione per sempre, *
lo inondi di gioia dinanzi al tuo volto. 

Perché il re confida nel Signore: *
per la fedeltà dell' Altissimo non sarà mai scosso.
Alzati, Signore, in tutta la tua forza; *
canteremo inni alla tua potenza.
 

1^ Antifona
Se uno vuole essere il primo,
sia l'ultimo e il servo di tutti


2^ Antifona
Quando apparirà il Pastore supremo
sarete coronati di gloria immortale


SALMO 91 
I ( 2 - 9 )


È bello dar lode al Signore *
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunziare al mattino il tuo amore, *
la tua fedeltà lungo la notte,
sull' arpa a dieci corde e sulla lira, *
con canti sulla cetra. 

Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, *
esulto per l'opera delle tue mani. 

Come sono grandi le tue opere, Signore, *
quanto profondi i tuoi pensieri!
L'uomo insensato non intende *
e lo stolto non capisce:

se i peccatori germogliano come l'erba
se fioriscono tutti i malfattori,
li attende una rovina eterna: *
ma tu sei l'eccelso per sempre, o Signore.


2^ Antifona
Quando apparirà il Pastore supremo
sarete coronati di gloria immortale
  
3^ Antifona
Servo buono e fedele,
entra nella gioia del tuo Signore

II  ( 10 - 16 )


Ecco, i tuoi nemici, o Signore, 
ecco, i tuoi nemici periranno, *
saranno dispersi tutti i malfattori.

Tu mi doni la forza di un bufalo, *
mi cospargi di olio splendente.

I miei occhi disprezzeranno i miei nemici, 
e contro gli iniqui che mi assalgono *
i miei orecchi udranno cose infauste.

Il giusto fiorirà come palma, *
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore, *
fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti, *
saranno vegeti e rigogliosi,
per annunziare quanto è retto il Signore: *
mia roccia, in lui non c'è ingiustizia.

3^ Antifona
Servo buono e fedele,
entra nella gioia del tuo Signore

 

Versetto
V. Ascolterai dalla mia bocca la parola.
R. e la trasmetterai ai tuoi fratelli.

Prima Lettura


Dalla lettera a Tito di san Paolo apostolo di san Pietro apostolo       
1,7-11; 2,1-8

                
                                    La dottrina dell'apostolo sulle doti e i compiti del vescovo

Carissimo, il vescovo come amministratore di Dio, dev'essere irreprensibile: non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non violento, non avido di guadagno disonesto, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, pio, padrone di sé,  attaccato alla dottrina sicura, secondo l'insegnamento trasmesso, perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare coloro che contraddicono.
Vi sono infatti, soprattutto fra quelli che provengono dalla circoncisione, molti spiriti insubordinati, chiacchieroni e ing